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Sicurezza in montagna sempre

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Written by: Amministratore
Category: News
Published: 18 September 2026
Hits: 53

Tempo di settimane bianche, giornate più lunghe per discese infinite. Lo sci alpino continua ad avere un fascino unico e sono sempre di più le persone che riempiono le piste con sci per provare un’esperienza che è ancora inimitabile. Purtroppo, però, continuano ad accadere incidenti in montagna, non solo sul fuoripista ma anche sulle piste battute. Le cause sono molteplici: da una parte il terreno non sempre al meglio, complici temperature in generale più alte della media, dall’altra una diffusa ignoranza delle regole base di comportamento in pista. Per questo motivo, l’AMSI Associazione Maestri di Sci Italiani, ha voluto sottolineare e porre l’attenzione su una regolamentazione per la sicurezza in pista valida per tutti, bambini e adulti, stabilendo un dodecalogo dello sciatore. Alcune di queste regole sono dei veri e propri consigli coscienziosi e di buon senso, altre sono importanti informazioni che è bene conoscere e tenere a mente. Ve le riportiamo qui, ognuna delle quali con un titolo che evidenzia l’argomento. Le 12 Regole dello Sciatore Rispetto per gli altri. Ogni sciatore deve comportarsi in modo da non mettere in pericolo la persona altrui o provocare danno. Padronanza della velocità. Ogni sciatore deve tenere una velocità e un comportamento adeguati alla propria capacità, nonché alle condizioni generali e del tempo. Scelta della direzione. Lo sciatore a monte il quale, per la posizione dominante, ha la possibilità di scelta del percorso, deve tenere una direzione che eviti il pericolo di collisione con lo sciatore a valle. Traiettorie. Bisogna prestare attenzione alle traiettorie degli sciatori in considerazione del tipo di sci utilizzato, telemark, carving o snowboard. Sorpasso. Il sorpasso può essere effettuato tanto a monte che a valle, sulla destra o sulla sinistra, ma sempre a una distanza tale da consentire le evoluzioni dello sciatore sorpassato. Spazio minimo per il sorpasso a bordo pista. È buona norma che lo sciatore non curvi sul bordo della pista, ma lasci sempre uno spazio sufficiente per agevolare il suo sorpasso. Attraversamento e incrocio. Lo sciatore che si immette su una pista o attraversa un terreno di esercitazione, deve assicurarsi, mediante controllo visivo a monte e a valle, di poterlo fare senza pericolo per sé e per gli altri. Lo stesso comportamento deve essere tenuto dopo ogni sosta. Sosta. Lo sciatore deve evitare di fermarsi, se non in caso di assoluta necessità, sulle piste e specie nei passaggi obbligati o senza visibilità. In caso di caduta lo sciatore deve sgombrare la pista il più presto possibile. Salita e discesa a piedi. Lo sciatore che risale la pista deve procedere soltanto ai bordi di essa ed è tenuto a evitare ciò in caso di cattiva visibilità. Lo stesso comportamento deve tenere lo sciatore che discende a piedi la pista. Rispetto della segnaletica. Tutti gli sciatori devono rispettare la segnaletica delle piste. In caso d’incidente. Chiunque deve prestarsi per il soccorso in caso di incidente. Identificazione. Chiunque sia coinvolto in un incidente o ne sia testimone è tenuto a dare le proprie generalità. Chiaro, no? Il nostro consiglio è quello di mantenere una velocità moderata, magari provando a fare più curve. Vi divertirete di più e, soprattutto, sarete più sicuri. In ultimo non sottovalutate mai l'oppotunità di iscrivervi ad uno Sci Club, avrete un'adeguata copertura assicurativa contro gli infortuni, elisoccorso gratuito e sopratutto una polizza di responsabilità civile che coprirà i danni fisici e materiali che eventualmente potrete cagionare a terzi: il tutto con un modestissimo importo che estenderà tali garanzie a tutto l'anno !

Safeguarding

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Written by: Amministratore
Category: News
Published: 18 September 2026
Hits: 56

Il safeguarding nello sport: chi lo fa e cosa fa

Nello sport il safeguarding è il sistema con cui una società, una federazione o un ente di promozione previene e gestisce i rischi di danno verso atleti, minori e adulti in condizione di vulnerabilità che entrano in contatto con l'organizzazione. La particolarità del contesto sportivo è che il rapporto tra allenatore e atleta è insieme educativo, gerarchico, continuativo e spesso affettivamente intenso: è esattamente la combinazione in cui l'abuso attecchisce, e per questo lo sport è diventato uno dei settori in cui il safeguarding si è sviluppato più rapidamente.

Perché nello sport è un caso a parte

Quattro caratteristiche rendono lo sport un ambiente a rischio specifico. Prossimità fisica. L'allenamento comporta contatto corporeo, spogliatoi, docce, viaggi, pernottamenti. Non è un effetto collaterale: è la natura dell'attività. Dipendenza dalla carriera. Un atleta che denuncia rischia la convocazione, la squadra, la borsa di studio, il posto in nazionale. Il costo della segnalazione è altissimo e ricade sull'unica persona che dovrebbe essere protetta. Autorità carismatica. L'allenatore di successo è spesso una figura di riferimento assoluto, con un prestigio che rende difficile credere a una denuncia e facile isolare chi la fa. Il meccanismo noto come grooming — costruzione graduale della fiducia per superare i confini — funziona nello sport meglio che altrove proprio per questo. Cultura del silenzio. "Si è sempre fatto così", la resistenza fisica come prova di carattere, la confusione tra disciplina e prevaricazione. Sono tratti che normalizzano comportamenti che altrove sarebbero riconosciuti come abuso.

Chi fa safeguarding nello sport

Anche qui la risposta è su tre livelli.

A livello internazionale. Il Comitato Olimpico Internazionale ha adottato proprie linee guida e ha istituito una funzione dedicata alla tutela degli atleti; le federazioni internazionali di molte discipline hanno sviluppato policy proprie, in modo disomogeneo. Il quadro generale è quello della Safe Sport, un insieme di standard che diversi organismi promuovono e certificano. A livello nazionale. In Italia il riferimento principale è il CONI, con la Commissione Tutela Minori e Sport, e le Federazioni Sportive Nazionali e Discipline Sportive Associate, che hanno l'obbligo di dotarsi di modelli organizzativi e codici di condotta. Il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio ha emanato le Linee guida per la tutela dei minori nello sport, cui le società devono conformarsi. Esiste inoltre l'Osservatorio Nazionale per le Politiche in Materia di Tutela dei Minori nello Sport. A livello di società sportiva. È il livello che conta davvero nella pratica. Dal 2024, l'ASD e SSD — associazioni e società sportive dilettantistiche — sono tenute a dotarsi di un Responsabile della protezione dei minori (indicato spesso come Safeguarding Officer), con una formazione specifica, e a integrare nello statuto il principio di tutela. Senza questo adempimento la società non è in regola con l'iscrizione al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche. Un punto pratico: nelle società piccole il ruolo è spesso assunto dal presidente o da un dirigente. È la soluzione più diffusa e la meno solida, perché chi dovrebbe ricevere la segnalazione è spesso il superiore o il conoscente dell'accusato. Un sistema funzionante prevede un percorso che scavalca il vertice della società — di norma il riferimento federale o territoriale competente.

Cosa fa, in concreto

Selezione e verifica. Per chi lavora a contatto con minori nello sport non basta il certificato penale. Servono referenze verificate, controllo dei precedenti sportivi (sospensioni, radiazioni, segnalazioni), e attenzione ai volontari, che spesso entrano senza alcun filtro. La continuità del rapporto tra allenatore e atleta nel tempo è un fattore di rischio, non solo di qualità. Codice di condotta. Deve dire cose verificabili: niente contatti privati con minori fuori dai canali ufficiali, niente comunicazioni one-to-one sui social, niente spostamenti in auto da soli con un minore, niente pernottamenti in camera condivisa, niente regali personali, niente rapporti sessuali con atleti maggiorenni affidati in allenamento. Firmato da tutti gli adulti dell'organizzazione, volontari compresi. Regola dei due adulti. Nessun adulto resta solo con un minore in un contesto chiuso: spogliatoio, palestra, trasferta, visita medica. È la misura preventiva più efficace e più semplice da implementare, ed è quella che le società piccole fanno più fatica ad applicare per carenza di persone. Formazione. Obbligatoria, specifica per il ruolo, ripetuta nel tempo. Deve coprire riconoscimento dei segnali, gestione di una rivelazione, e i vincoli di riservatezza sulla divulgazione. Segnalazione. Canali interni alla società, più un canale esterno — federazione, CONI, o autorità — utilizzabile quando il conflitto di interesse interno rende impossibile la segnalazione interna. Deve essere possibile segnalare un sospetto senza dover formulare un'accusa. Gestione del caso. Sospensione cautelativa dell'adulto coinvolto, tutela dell'atleta, accompagnamento psicologico, documentazione scritta di tutti i passaggi, e informazione all'autorità giudiziaria quando ci sono elementi di reato. In Italia, reati contro minori in ambito sportivo ricadono anche sotto la disciplina dell'ascolto protetto e degli obblighi di segnalazione. Sanzioni. Il codice di condotta serve solo se prevede conseguenze: richiamo, sospensione, allontanamento, radiazione, segnalazione alle autorità. E deve valere anche per i dirigenti, non solo per gli allenatori.

Le criticità ricorrenti nello sport italiano

Tre problemi tornano con regolarità. Il primo è la dimensione delle società. La maggior parte delle ASD è piccola, gestita da volontari, senza struttura amministrativa. L'obbligo formale c'è, la capacità di applicarlo spesso no: il Responsabile esiste sulla carta, la regola dei due adulti non è praticabile, la formazione non è stata fatta. Il secondo è la separazione tra livello federale e livello territoriale. La federazione ha una policy, il comitato regionale non sa come gestire un caso, la società non ha un referente a cui rivolgersi. Il canale esterno esiste ma non è conosciuto. Il terzo è la resistenza culturale. Gestire un sospetto significa mettere in discussione una persona stimata, un allenatore che porta risultati, un dirigente storico. La tentazione è chiudere il caso in silenzio e lasciare che vada via. È il modo in cui i sistemi di safeguarding falliscono anche quando sono formalmente impeccabili.

In sintesi

Nello sport il safeguarding è la funzione con cui una società assume la responsabilità dell'asimmetria di potere tra adulto e atleta. Chi lo fa: gli organismi internazionali e nazionali in forma di indirizzo e controllo, la federazione come garante e canale di secondo livello, la singola società — con un Responsabile della protezione dei minori — come livello operativo. Cosa fa: filtra chi entra, scrive regole verificabili, forma, accoglie le segnalazioni, gestisce il caso e sanziona.

Sci alpino o sci alpinismo le principali differenze

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Written by: Amministratore
Category: News
Published: 18 September 2026
Hits: 56

Lo sci alpino, diffuso nel XIX secolo in Europa, continua a incantare gli appassionati di sport invernali con la sua perfetta unione di tecnica, fascino e velocità.

In questo articolo esploreremo i pilastri dello sci alpino: dalla preparazione atletica alle varie discipline, distinguendolo dallo sci alpinismo, spesso confusi. 

Offriremo anche uno sguardo su alcune delle località top, dove gli amanti di questo sport possono godere a pieno la loro passione. 

Un viaggio attraverso le cime e le sfide di uno degli sport invernali più affascinanti al mondo.

Sci alpino: preparazione, piste e discipline

Lo sci alpino è molto più di una discesa sulla neve. Come disciplina completa, richiede una combinazione di abilità tecniche e preparazione atletica. 

Gli sciatori affrontano una varietà di sfide, e sono proprio le loro capacità che determinano il successo in pista. Vediamo insieme cosa prevede questa disciplina.

Preparazione atletica dello sci alpino

Lo sci alpino richiede un completo sviluppo della forza e della resistenza di diverse parti del corpo, tra cui gambe, glutei, fianchi, addominali e regione lombare. Per affrontare queste sfide, gli sciatori si dedicano intensamente all’allenamento fuori stagione, che include:

  • Allenamento con i pesi: per migliorare forza e resistenza;
  • Allenamento aerobico: attività come la corsa, contribuiscono a sviluppare la resistenza cardiorespiratoria; 
  • Allenamento della flessibilità muscolare e della mobilità articolare: attraverso esercizi di stretching, gli atleti migliorano la loro agilità e riducono il rischio di infortuni durante le intense performance sulla neve.

Terreno di gioco

Il teatro naturale dello sci alpino è la pista da sci, un tratto di pendio montano appositamente attrezzato con impianti di risalita e il trattamento del manto nevoso. 

 
 

La difficoltà di una pista dipende dalla sua pendenza longitudinale e trasversale, espressa in percentuale rispetto alla distanza percorsa e al dislivello. Questo sistema di classificazione fornisce agli sciatori una chiara comprensione del livello, contrassegnato da colori diversi: 

  • Piste blu: sono le piste più facili, con una pendenza inferiore al 25%;
  • Piste rosse: sono adatte al livello intermedio e hanno una pendenza massima del 40%;
  • Piste nere: le piste più difficili con pendenza compresa tra il 40 e l’80%.

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Discipline dello sci alpino

Ogni disciplina dello sci alpino si distingue non solo per il profilo della pista, ma anche per le tecniche specifiche necessarie per affrontare con successo i diversi tracciati. 

Questo complesso mosaico di specialità non solo riflette la diversità dell’esperienza sciistica, ma offre la possibilità di sviluppare una gamma completa di abilità.

Ecco le sei discipline:

  • Discesa libera: pur essendo la disciplina più semplice nel formato, richiede la massima velocità, spesso superando i 130 km/h. È la specialità più celebre e allo stesso tempo la più rischiosa, caratterizzata da piste lunghe e salti audaci.
  • Slalom (o Slalom Speciale): è una disciplina tecnica dai movimenti scattanti, dalle porte ravvicinate e il tracciato più breve tra tutti gli altri eventi.
  • Slalom gigante: rispetto allo slalom, è più veloce e più tecnico per il raggio maggiore delle curve. 
  • Super-G (Super Gigante): fonde la velocità della discesa libera con le curve dello slalom gigante. Caratterizzata da un dislivello minore e porte più ravvicinate, i corridori gareggiano in un’unica manche, dove il vincitore è chi completa il percorso nel minor tempo possibile.
  • Slalom Parallelo: si tratta di una gara contemporanea tra due sciatori sullo stesso tracciato e su percorsi paralleli. Esiste anche una versione a squadre (Slalom parallelo a squadre) che vede otto giocatori totali in pista.
  • Combinata: la combinata nello sci alpino consiste in una discesa libera o super-G seguita da uno slalom. La classifica finale si ottiene sommando i tempi delle due manche. 

Le principali differenze con lo sci alpinismo

Lo sci alpino e lo sci alpinismo sono due discipline molto diverse, differendo significativamente nei loro obiettivi, attrezzature e approcci. La principale differenza è come si raggiunge la vetta: lo sci alpino sfrutta gli impianti di risalita, lo sci alpinismo no.

Negli ultimi anni lo scialpinismo sta spopolando: risparmio o filosofia? In ogni caso, significa vivere la montagna in maniera pura e totalmente immersi nel paesaggio montano innevato. 

Ecco le differenze sostanziali: 

Ambito di pratica

Lo sci alpino è una disciplina sportiva che si svolge principalmente su piste appositamente preparate in stazioni sciistiche, mentre lo scialpinismo si svolge in ambienti naturali, spesso su terreni fuori pista e non preparati.

Attrezzatura

Chi pratica sci alpino utilizza attrezzature specializzate, come sci da discesa e scarponi rigidi con attacchi fissi. Le attrezzature da scialpinismo sono leggere, e spesso gli sciatori salgono in montagna con pelli di foca o altre attrezzature da arrampicata.

Obiettivo

Mentre lo sci alpino si concentra sulla tecnica e sulla discesa, lo sci alpinismo abbraccia la filosofia della montagna e della sua esplorazione come apprezzamento della stessa. 

 

Abbigliamento

Gli sciatori alpini indossano spesso tute o giacche e pantaloni impermeabili e caldi, con l’attenzione alla protezione dagli impatti a velocità elevate. Gli atleti di sci alpinismo preferiscono abbigliamento leggero e traspirante, poiché durante la salita possono generare molto calore. Tuttavia, devono essere pronti ad affrontare condizioni climatiche variabili durante la discesa.

Sicurezza

Gli incidenti di sci alpino possono verificarsi, specialmente a velocità elevate, ma gli sciatori sono protetti da reti e attrezzature di sicurezza sulle piste.

A causa della pratica in ambienti naturali e spesso remoti, gli sciatori alpinisti devono essere autosufficienti in termini di sicurezza. L’attenzione alla valutazione del pericolo, alla conoscenza del terreno e all’uso di dispositivi di sicurezza come l’ARTVA (dispositivo di ricerca di vittime d’avalanche) è fondamentale.

Accessibilità

Sci alpino è accessibile a chiunque, compresi principianti e famiglie. Le stazioni sciistiche offrono infrastrutture, corsi e piste adatte a tutti i livelli. Lo scialpinismo richiede una maggiore preparazione tecnica e fisica. Gli sciatori alpinisti devono essere in grado di affrontare le sfide della salita e avere competenze di navigazione in ambienti montani.

 

Presciistica 2027 al VidaVillage

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Written by: Amministratore
Category: News
Published: 18 September 2026
Hits: 47
 
 
NEW VIDAVILLAGE FITNESS & WELLNESS  Via del Canaletto 134/A 19126  La Spezia.  Recapiti +39 01871824640   +39 3495781867 . La presciistica è la preparazione atletica fisica per la stagione sciistica, con l'obiettivo di migliorare forza, flessibilità, resistenza e propriocezione per prevenire infortuni come lesioni ai legamenti o fratture. Gli allenamenti includono esercizi di rinforzo muscolare per gambe, core e arti superiori, lavori di equilibrio e cardio, iniziando almeno tre mesi prima della stagione e procedendo gradualmente con costanza. 
 
Obiettivi principali della presciistica
  • Prevenzione degli infortuni: Ridurre il rischio di lesioni gravi, comuni negli sport invernali come rotture del legamento crociato o meniscale. -
  • Rafforzamento muscolare: Allenare la forza di gambe, addome e schiena per sostenere l'attività sciistica. 
  • Miglioramento della propriocezione: Aumentare la consapevolezza del proprio corpo nello spazio per migliorare equilibrio e controllo. 
  • Aumento della resistenza: Sviluppare la capacità del corpo di sostenere sforzi prolungati sulla neve. 
Componenti dell'allenamento presciistico
  • Riscaldamento e stretching: Per preparare i muscoli e migliorare la flessibilità. 
  • Allenamento di forza: Esercizi come squat, affondi, plank e flessioni per rafforzare la muscolatura. 
  • Allenamento cardiovascolare: Migliorare la resistenza aerobica per sostenere l'attività prolungata. 
  • Allenamento propriocettivo: Esercizi di equilibrio, come il plank laterale, per migliorare la stabilità articolare. 
Come iniziare e progredire
  • Inizia per tempo: La preparazione dovrebbe iniziare almeno tre mesi prima della stagione sciistica. 
  • Inizia gradualmente: Comincia con sedute più brevi e aumenta progressivamente intensità e durata. 
  • Sii costante: Esegui gli esercizi regolarmente, almeno tre volte a settimana. 
  • Ascolta il tuo corpo: Riduci l'intensità o fai pause se senti stanchezza. 
 
 
 
 

Obbligo per tutti del casco sulle piste da sci e snowboard

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Written by: Amministratore
Category: News
Published: 18 September 2026
Hits: 37

L'obbligo di indossare il casco sulle piste da sci riguarderà anche i maggiorenni. La norma fa parte del pacchetto di emendamenti al decreto legge "Sport" (96/2025) che sono stati approvati dalla commissione cultura della Camera e che alla Camera sarà votato nelle prossime ore. 

La legge che ha introdotto nuove norme per la sicurezza e la gestione dei comprensori sciistici, ovvero il d.lgs 29 febbraio 2021,  introduceva l'obbligo del casco ma solo per i minorenni. Ora la norma dovrebbe essere estesa anche sciatori e sciatrici maggiorenni. 

Il decreto legge 96/2025, che era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 30 giugno, ha sbloccato alcune normative d'urgenza in vista di Milano Cortina 2026 e dell'America's Cup di Napoli 2026. Inoltre si adottano vari provvedimenti per diversi sport tra cui lo sci. 

In particolare si puntualizzano e specificano alcuni limiti relativi alle pendenze delle piste, alla relativa segnaletica e alla loro larghezza minima (al di sotto dei 15 metri possono essere ammessi solo piste di raccordo e di collegamento, come gli skiweg). Con gli emendamenti votati dovrebbe quindi entrare anche l'estensione a tutti dell'obbligo di indossare il casco sulle piste. Da sottolineare il fatto che la stragrande maggioranza degli sciatori utilizza già spontaneamente strumenti di protezione come il casco.

  1. Nuovi impianti per sciare in questo inverno 2027
  2. ASSICURAZIONE RC OBBLIGATORIA
  3. Gdpr
  4. NEVE STILE E SOSTANZA 2027

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