
Neve 2027: la stagione degli impianti nuovi
La stagione invernale 2026/27, che porta dritta al 2027, sarà una delle più ricche di novità tecniche degli ultimi anni sulle Alpi. Circa 100 milioni di euro investiti solo nelle aree di Dolomiti Superski, nuove cabinovie e seggiovie tra Italia, Francia, Austria e Svizzera, e un sistema di innevamento programmato che diventa il vero campo di battaglia per garantire la continuità della stagione.
Dolomiti Superski: 100 milioni e un piano diffuso
Il capitolo più corposo è quello delle Dolomiti, dove le società di gestione hanno messo in campo un investimento complessivo di circa 100 milioni di euro per nuovi impianti, piste, collegamenti, revisioni e ammodernamenti. Non una singola grande opera, ma una rete di interventi distribuiti sui dodici comprensori: nuovi bacini di accumulo dell'acqua a Selva di Val Gardena, San Candido e Pampeago, e il rinnovo dell'innevamento programmato a Cortina d'Ampezzo, Alta Badia, Buffaure, Bellamonte, Passo Oclini, San Pellegrino, Alpe Lusia e Civetta. Sul fronte clima, la scelta è chiara: siccome l'acqua è la risorsa critica, si investe prima nei bacini e poi nei cannoni. In Alta Badia arrivano anche impianti fotovoltaici a servizio di alcune stazioni di risalita, segno che l'attenzione si sta spostando anche sui consumi energetici delle operazioni.
Plan de Corones: tre impianti e due piste nuove
Il caso più rappresentativo è Plan de Corones, che rinnova tre impianti e ridisegna l'offerta delle piste. La funivia Kronplatz 1+2 passa a cabine da 10 posti, la cabinovia Ruis viene sostituita da un impianto a 8 posti, e nasce la nuova seggiovia Dolomiti a 8 posti nella zona di Olang, realizzata da Doppelmayr con una capacità di 3.000 persone l'ora. La parte interessante è il ridisegno delle piste che accompagna gli impianti. La pista rossa Lumen viene prolungata fino alla nuova stazione intermedia della funivia: circa 2,7 km di discesa completamente riprogettata, 775 metri di dislivello e 22 cannoni da neve a copertura totale. A completare il quadro la nuova pista blu Weiden, uno skiweg di collegamento di circa 650 metri servito da 10 lance, e la pista blu Dolomiti, 1,5 km con 333 metri di dislivello, pensata per chi scia con calma.
Le altre novità italiane
Sparpagliate lungo l'arco alpino, diverse opere cambiano la geografia di comprensori medi e grandi. Obereggen, Latemar Dolomites — la nuova seggiovia "Obereggen", 500 metri di tracciato e 93 metri di dislivello, con 2.800 persone l'ora e una corsa di un minuto e 52 secondi, insieme al nuovo skilift "Eben" alla stazione a valle in riqualificazione. Investimento complessivo: 14 milioni di euro. Prato Nevoso — la novità principale dell'inverno è una seggiovia a 8 posti firmata Leitner, presentata dalla società come un investimento sull'intera comunità e non solo sulla ski area. Alpin Arena Senales — potenziamento dell'innevamento programmato, con l'obiettivo dichiarato di sfruttare al meglio le finestre di freddo per produrre neve in modo più efficiente. Val di Fiemme — nuovi impianti e piste all'interno del pacchetto di investimenti Dolomiti Superski. Watles — in arrivo la nuova cabinovia "Prämajur" a 10 posti per la stagione invernale. Trento–Bondone — aggiudicata la progettazione del tratto di funivia fino a Sardagna, un cantiere che guarda oltre la singola stagione.
Via Lattea: venti milioni sull'innevamento
Il comprensorio piemontese ha concentrato la quota più consistente dei propri investimenti sull'innevamento programmato, considerato un asset strategico per continuità operativa, qualità della neve e affidabilità della stagione: circa 20 milioni di euro in questo capitolo. L'estate 2026 ha visto partire la prima fase dei lavori, del valore di circa 6,6 milioni, dedicata ai collegamenti strategici e alle aree prioritarie del dominio sciistico, con una visione dichiarata di lungo periodo sulle montagne olimpiche. Tra le novità per chi acquista in anticipo, l'inclusione della stagione estiva 2027 nello stagionale e le aperture serali della pista Kandahar Giovanni Alberto Agnelli a Sestriere, dedicate a eventi di sci notturno. La campagna skipass 2026/2027 è partita il 4 luglio, diverse settimane prima del solito.
Oltre confine: Francia e Austria
Chamonix riapre la prima sezione dei Grands Montets con una cabinovia costruita da Doppelmayr; il completamento è previsto a dicembre 2027, con una funivia 3S che ripristinerà l'accesso alla vetta a 3.275 metri e al suo panorama. Per il 2027/28 sono già in cantiere la cabinovia da 10 posti del Mont de la Chambre a Les Menuires e la ricostruzione dello skilift Alpage a Margériaz. Val d'Isère si prepara a una stagione lunga cinque mesi, dal 28 novembre 2026 al 2 maggio 2027. Sölden entra nell'inverno 2026/27 con due progetti: la seggiovia agganciabile a 6 posti "Gratl" e lo skilift Mutkogl modernizzato, dotato di cupole di protezione, chiusure semiautomatiche dei poggiamani e sistema autonomo AURO. Sul Tiefenbachferner il tracciato del Mutkogl è stato accorciato a 859 metri, riducendo il tempo di risalita a poco più di cinque minuti.
La tendenza: impianti sì, ma prima l'acqua
Se c'è un filo che tiene insieme questi interventi, è la gerarchia delle priorità. Le grandi cabinovie fanno notizia, ma la quota maggiore degli investimenti va a bacini, cannoni e sistemi di innevamento — la variabile che decide se una stagione si apre e per quanto. È una risposta tecnica a un problema che è già climatico: si costruisce capacità di produzione prima di costruire capacità di trasporto. Il secondo filo è l'efficienza: fotovoltaico sulle stazioni, impianti con sistemi autonomi, tracciati accorciati per ridurre i tempi e i consumi. Il terzo, il ridisegno delle piste — Lumen e Dolomiti a Plan de Corones sono l'esempio più chiaro — dove il nuovo impianto diventa l'occasione per ripensare il tracciato e l'esperienza di discesa, non solo la portata oraria.