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Nuovi impianti per sciare in questo inverno 2027

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Written by: Amministratore
Category: News
Published: 18 September 2026
Hits: 65

Neve 2027: la stagione degli impianti nuovi

La stagione invernale 2026/27, che porta dritta al 2027, sarà una delle più ricche di novità tecniche degli ultimi anni sulle Alpi. Circa 100 milioni di euro investiti solo nelle aree di Dolomiti Superski, nuove cabinovie e seggiovie tra Italia, Francia, Austria e Svizzera, e un sistema di innevamento programmato che diventa il vero campo di battaglia per garantire la continuità della stagione.

Dolomiti Superski: 100 milioni e un piano diffuso

Il capitolo più corposo è quello delle Dolomiti, dove le società di gestione hanno messo in campo un investimento complessivo di circa 100 milioni di euro per nuovi impianti, piste, collegamenti, revisioni e ammodernamenti. Non una singola grande opera, ma una rete di interventi distribuiti sui dodici comprensori: nuovi bacini di accumulo dell'acqua a Selva di Val Gardena, San Candido e Pampeago, e il rinnovo dell'innevamento programmato a Cortina d'Ampezzo, Alta Badia, Buffaure, Bellamonte, Passo Oclini, San Pellegrino, Alpe Lusia e Civetta. Sul fronte clima, la scelta è chiara: siccome l'acqua è la risorsa critica, si investe prima nei bacini e poi nei cannoni. In Alta Badia arrivano anche impianti fotovoltaici a servizio di alcune stazioni di risalita, segno che l'attenzione si sta spostando anche sui consumi energetici delle operazioni. 

Plan de Corones: tre impianti e due piste nuove

Il caso più rappresentativo è Plan de Corones, che rinnova tre impianti e ridisegna l'offerta delle piste. La funivia Kronplatz 1+2 passa a cabine da 10 posti, la cabinovia Ruis viene sostituita da un impianto a 8 posti, e nasce la nuova seggiovia Dolomiti a 8 posti nella zona di Olang, realizzata da Doppelmayr con una capacità di 3.000 persone l'ora. La parte interessante è il ridisegno delle piste che accompagna gli impianti. La pista rossa Lumen viene prolungata fino alla nuova stazione intermedia della funivia: circa 2,7 km di discesa completamente riprogettata, 775 metri di dislivello e 22 cannoni da neve a copertura totale. A completare il quadro la nuova pista blu Weiden, uno skiweg di collegamento di circa 650 metri servito da 10 lance, e la pista blu Dolomiti, 1,5 km con 333 metri di dislivello, pensata per chi scia con calma.

Le altre novità italiane

Sparpagliate lungo l'arco alpino, diverse opere cambiano la geografia di comprensori medi e grandi. Obereggen, Latemar Dolomites — la nuova seggiovia "Obereggen", 500 metri di tracciato e 93 metri di dislivello, con 2.800 persone l'ora e una corsa di un minuto e 52 secondi, insieme al nuovo skilift "Eben" alla stazione a valle in riqualificazione. Investimento complessivo: 14 milioni di euro. Prato Nevoso — la novità principale dell'inverno è una seggiovia a 8 posti firmata Leitner, presentata dalla società come un investimento sull'intera comunità e non solo sulla ski area. Alpin Arena Senales — potenziamento dell'innevamento programmato, con l'obiettivo dichiarato di sfruttare al meglio le finestre di freddo per produrre neve in modo più efficiente.  Val di Fiemme — nuovi impianti e piste all'interno del pacchetto di investimenti Dolomiti Superski.  Watles — in arrivo la nuova cabinovia "Prämajur" a 10 posti per la stagione invernale. Trento–Bondone — aggiudicata la progettazione del tratto di funivia fino a Sardagna, un cantiere che guarda oltre la singola stagione. 

Via Lattea: venti milioni sull'innevamento

Il comprensorio piemontese ha concentrato la quota più consistente dei propri investimenti sull'innevamento programmato, considerato un asset strategico per continuità operativa, qualità della neve e affidabilità della stagione: circa 20 milioni di euro in questo capitolo. L'estate 2026 ha visto partire la prima fase dei lavori, del valore di circa 6,6 milioni, dedicata ai collegamenti strategici e alle aree prioritarie del dominio sciistico, con una visione dichiarata di lungo periodo sulle montagne olimpiche. Tra le novità per chi acquista in anticipo, l'inclusione della stagione estiva 2027 nello stagionale e le aperture serali della pista Kandahar Giovanni Alberto Agnelli a Sestriere, dedicate a eventi di sci notturno. La campagna skipass 2026/2027 è partita il 4 luglio, diverse settimane prima del solito.

Oltre confine: Francia e Austria

Chamonix riapre la prima sezione dei Grands Montets con una cabinovia costruita da Doppelmayr; il completamento è previsto a dicembre 2027, con una funivia 3S che ripristinerà l'accesso alla vetta a 3.275 metri e al suo panorama. Per il 2027/28 sono già in cantiere la cabinovia da 10 posti del Mont de la Chambre a Les Menuires e la ricostruzione dello skilift Alpage a Margériaz.  Val d'Isère si prepara a una stagione lunga cinque mesi, dal 28 novembre 2026 al 2 maggio 2027. Sölden entra nell'inverno 2026/27 con due progetti: la seggiovia agganciabile a 6 posti "Gratl" e lo skilift Mutkogl modernizzato, dotato di cupole di protezione, chiusure semiautomatiche dei poggiamani e sistema autonomo AURO. Sul Tiefenbachferner il tracciato del Mutkogl è stato accorciato a 859 metri, riducendo il tempo di risalita a poco più di cinque minuti. 

La tendenza: impianti sì, ma prima l'acqua

Se c'è un filo che tiene insieme questi interventi, è la gerarchia delle priorità. Le grandi cabinovie fanno notizia, ma la quota maggiore degli investimenti va a bacini, cannoni e sistemi di innevamento — la variabile che decide se una stagione si apre e per quanto. È una risposta tecnica a un problema che è già climatico: si costruisce capacità di produzione prima di costruire capacità di trasporto. Il secondo filo è l'efficienza: fotovoltaico sulle stazioni, impianti con sistemi autonomi, tracciati accorciati per ridurre i tempi e i consumi. Il terzo, il ridisegno delle piste — Lumen e Dolomiti a Plan de Corones sono l'esempio più chiaro — dove il nuovo impianto diventa l'occasione per ripensare il tracciato e l'esperienza di discesa, non solo la portata oraria.

ASSICURAZIONE RC OBBLIGATORIA

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Written by: Amministratore
Category: News
Published: 18 September 2026
Hits: 47

ASSICURAZIONE RC OBBLIGATORIA

Ci sono novità molto importanti per tutti gli appassionati di sci e per gli sciatori amatoriali.  In base al Decreto legislativo nr. 40 del 28 febbraio 2021, avranno infatti l’obbligo di assicurazione sci RCT (Responsabilità civile verso terzi). Insomma qualunque sciatore che si appresti ad utilizzare le piste da sci nelle zone dedicate deve obbligatoriamente possedere un’assicurazione che sia valida e che copra la responsabilità civile verso terzi per danni o per infortuni. Il gestore delle aree sciabili attrezzate e delle piste deve mettere a disposizione degli utenti, al momento dell’acquisto del biglietto o dello skipass, una polizza assicurativa apposita per danni provocati a persone o a cose. Da questa norma sono escluse le piste dedicate allo sci di fondo. Per chi non possiede questo tipo di assicurazione è prevista una sanzione di carattere amministrativo che va dai 100 ai 150 euro, ed inoltre c’è il rischio del ritiro dello skipass. Lo sciatore che acquista l’assicurazione può scegliere se effettuare l’acquisto nel momento in cui compra lo skipass, presso le varie compagnie assicurative oppure effettuare l'iscrizione al nostro Sci Club! Questa introdotta dal decreto è una modifica rispetto al passato, quando la legge 363/03 prevedeva solo l’obbligo per il gestore delle piste di stipulare un “contratto di assicurazione ai fini della responsabilità civile per danni derivabili agli utenti e a terzi per fatti derivanti da responsabilità del gestore”. L’articolo 28 del Decreto recita così: “Nel caso di scontro tra sciatori, si presume, fino a prova contraria, che ciascuno di essi abbia concorso ugualmente a produrre i danni eventualmente occorsi”. Quindi, in molti casi di incidenti sulle piste sarebbe impossibile stabilire di chi è la colpa, e quindi viene introdotto per comodità il concorso di colpa. La sola assicurazione RCT quindi potrebbe non bastare, e verrebbe quindi tirata in ballo l’assicurazione propria per infortuni, qualora lo sciatore però ne sia in possesso, visto che non è obbligatoria. L’introduzione dell’assicurazione obbligatoria è stata da un lato fortemente voluta, ma dall’altro anche molto criticata ed è stata oggetto di un lungo dibattito. Ha prevalso però la necessità di salvaguardare gli sciatori in termini di garanzia sul piano risarcitorio. Tra sportivi ed appassionati infatti sono sempre di più gli sciatori che arrivano sulle piste, e quindi sempre più passi avanti vengono fatti sull’aspetto della sicurezza. La norma in vigore prende spunto dal Codice della Strada, ponendo sempre più parallelismi tra strada e piste da sci e tra automobilisti e sciatori, che si sono visti inoltre aggiungere l’obbligatorietà del casco. Quindi perché iscriversi ad uno Sci Club ?Passione, condivisione, energia, divertimento, socializzazione, senso di appartenenza; questi sono gli elementi distintivi che stanno alla base dello spirito Associativo e bisogno di aggregazione di ogni individuo. La semplice iniziativa di un gruppo di persone che vuole condividere la passione per uno sport,  un’attività ricreativa, unita alla capacità di cogliere i  cambiamenti sociali e  culturali del nostro tempo, fanno sì che, soprattutto oggi, le Associazioni Sportive Dilettantistiche come lo Sci Club Italia rappresentano un valore aggiunto per tutti. Mai come in questo periodo di ripresa, è giusto porre l’attenzione sull’importanza del lavoro di socializzazione che le Associazioni svolgono per la società, riuscendo a offrire proposte stimolanti che contribuiscono alla crescita personale di ogni individuo, soprattutto dei più giovani. La stagione invernale è alla porte e la voglia di ripopolare le piste da sci è molta; pensare di rivolgersi al nostro Sci Club per partecipare alle attività sulla neve,  potrebbe essere sicuramente un ottimo punto di partenza. Pensiamo ai  giovani che, mai come in questo momento, hanno bisogno di ritrovarsi insieme, per  condividere momenti ed esperienze  dove il divertimento coincide con il benessere, con lo stare bene insieme agli altri! Iscriversi al nostro Sci Club , vuol dire affidarsi a persone competenti, volontari che svolgono con passione la loro attività per regalare momenti ed esperienze in grado di soddisfare tutti, dai più piccoli ai più grandi,  a chi muove i primi passi sugli sci sino agli aspiranti agonisti. Inoltre, essere iscritti  allo Sci Club Italia consente di beneficiare  di una serie di agevolazioni, come sconti sui servizi dedicati al mondo della neve;  per esempio riduzioni sul costo degli skipass, grazie alle convenzioni con le società che gestiscono gli impianti, come anche quelle  con strutture alberghiere,  negozi di vario genere nonché coperture assicurative specifiche per lo sci. E allora perché non iscriversi allo Sci Club Italia ! Persone, accoglienza, valori, storia, innovazione e tanto tanto sport e divertimento da vivere insieme! E’  tutto pronto per iniziare! E lo Sci Club Italia ti da il Benvenuto!

                                                                                                                                         

 

Gdpr

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Written by: Amministratore
Category: News
Published: 17 September 2018
Hits: 44

GDPR

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NEVE STILE E SOSTANZA 2027

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Written by: Amministratore
Category: News
Published: 01 May 2014
Hits: 102

Neve, stile e sostanza: la moda dello sci e dello snowboard verso la stagione 2026/2027

Dalla tavolozza spenta alla silhouette tecnica, dal capo circolare al ritorno del colore pieno. Il settore si prepara a una stagione in cui performance e identità visiva non sono più alternative. C'è un paradosso che attraversa l'abbigliamento da neve in questo autunno 2026, ed è il filo rosso di tutta la stagione che sta per aprirsi. Da un lato la tecnica non è mai stata così sofisticata: membrane sempre più sottili, cuciture termosaldature, isolamenti selezionati in funzione della zona del corpo, tessuti che respirano quanto proteggono. Dall'altro lato, la domanda che i consumatori portano in negozio non riguarda più soltanto le prestazioni. Riguarda l'identità: che cosa dice di me questa giacca quando sono in fila alla seggiovia, e che cosa dice quando sono al rifugio. Per anni queste due spinte sono state raccontate come opposte. La stagione che si sta preparando le sta saldando.

La tavolozza si muove: dal colore spento al pieno

Uno dei segnali più netti arriva dalle indicazioni colore per l'autunno-inverno 2026/2027 diffuse in ambito fieristico: la direttrice è quella dei toni desaturati, dei colori smorzati e delle superfici opache, con una evidente preferenza per le tinte che reggono la luce fredda della montagna senza diventare aggressive. È una scelta funzionale prima che estetica: su neve e in condizioni di luce difficile, i colori troppo saturi affaticano la vista e invecchiano in fretta nelle fotografie. Ma la stessa stagione registra una spinta contraria, e riguarda soprattutto il pubblico femminile e il segmento lifestyle. Le giacche stampate, i motivi grafici, il colore pieno dall'alto verso il basso tornano a essere una dichiarazione. Il total look rosso, il giaccone che si vede da lontano, il capo che funziona anche fuori dalla pista: sono tutti segnali di un mercato che non vuole più distinguere rigidamente tra attrezzatura e abbigliamento. La sintesi più interessante sta nel mezzo: capi tecnici con una tavolozza sobria e un dettaglio forte, un accento di colore su un cappuccio, una zip, una toppa, una patch sul braccio. Il capo resta professionale, ma smette di essere anonimo.

La silhouette si asciuga

Dal punto di vista delle forme, la stagione segna un cambio di passo. Dopo anni di proporzioni oversize anche nell'outdoor, il fit si stringe. Le linee si avvicinano al corpo, gli strati si assottigliano, il capo spiega meno volume e più struttura. Nello sci questo si traduce in giacche dal taglio più aderente, con gonne e polsini studiati per non interferire con il movimento, e in pantaloni che rinunciano al taglio largo per un cavallo più alto e un ginocchio più sagomato. Nello snowboard la lettura è diversa ma convergente: si recupera il fit tecnico degli anni Duemila, con una forte componente streetwear nei capi di sopra e un ritorno alle stampe grafiche e ai blocchi di colore più audaci. La stratificazione resta il principio organizzativo dell'abbigliamento da neve, ma cambia di natura. Non è più un modo per aggiungere calore, è un modo per governare il microclima: uno strato di base che gestisce l'umidità, uno strato intermedio che isola, un guscio che protegge. Ogni livello ha una funzione precisa e un'estetica che deve funzionare anche da sola, perché è quello che si vede quando ci si ferma.

Il grande tema: la sostenibilità non è più un reparto

Fino a pochi anni fa la sostenibilità nell'abbigliamento da neve era un capitolo a parte, spesso un capitolo di marketing. Oggi è una condizione di accesso al mercato, e questo cambia il modo in cui i capi vengono progettati. Il caso più citato è la transizione verso formulazioni prive di PFAS, la famiglia di sostanze chimiche a lungo utilizzate per rendere idrorepellenti i tessuti. La spinta normativa europea sta rendendo la sostituzione non più opzionale, e i marchi stanno riprogettando finiture e trattamenti. È un lavoro poco visibile al consumatore, ma è probabilmente la trasformazione tecnica più profonda della stagione. Sul fronte dei materiali, la direttrice è duplice. Da una parte cresce l'uso di fibre riciclate e di filati rigenerati, con completi pensati per essere riciclati a fine vita senza perdere caratteristiche tecniche. Dall'altra si assiste a un ritorno dei materiali naturali: lana merino per gli strati di base, piuma per gli isolamenti, con una percezione di sostenibilità che il consumatore riconosce e apprezza. Le due strade non sono in concorrenza, rispondono a pubblici diversi. Il tema che resta aperto è quello della durabilità. Un capo che dura dieci stagioni è più sostenibile di un capo riciclato che ne dura tre. La riparabilità, la disponibilità dei ricambi, i servizi di manutenzione stanno diventando argomenti di vendita, e in alcuni casi veri e propri reparti.

La tecnologia si sposta dove non si vede

Sul piano dell'innovazione funzionale, le novità più interessanti non sono quelle che si notano. Lavorazioni senza cuciture, tagli laser per le aperture di ventilazione, mappature del corpo che distribuiscono densità e isolamento in modo differenziato: sono tutte soluzioni che riducono peso, aumentano la libertà di movimento e migliorano la traspirazione. Un capitolo a parte riguarda la protezione solare. In alta quota l'esposizione agli ultravioletti è molto più intensa che a valle, e cresce l'attenzione verso tessuti con protezione certificata, un tema che gli operatori di settore indicano tra le direttrici di acquisto più solide per il prossimo inverno. Il mascherino, infine, ha smesso di essere un accessorio secondario. È diventato un oggetto di design, con lenti intercambiabili, sistemi magnetici e un'attenzione crescente all'ergonomia e alla compatibilità con il casco. È il pezzo su cui il pubblico spende più volentieri un sovrapprezzo, perché è quello che cambia davvero l'esperienza in pista.

Un mercato che cresce, ma cambia forma

Il contesto aiuta a capire perché la moda della neve si sta muovendo così rapidamente. Il rapporto internazionale sullo sci arrivato nella primavera 2026 ha registrato livelli di partecipazione tra i più alti degli ultimi venticinque anni, con una crescita trainata dalla fedeltà degli sciatori abituali prima ancora che dall'arrivo di nuovi praticanti. Non è un pubblico che si allarga in modo disordinato: è un pubblico che torna, e che quindi compra in modo diverso. Un consumatore fedele non compra un completo ogni anno. Compra un pezzo ogni anno, e lo sceglie bene. È esattamente la dinamica che premia i marchi capaci di unire qualità tecnica, longevità e identità visiva riconoscibile. Ed è anche la ragione per cui il segmento del noleggio e dell'usato di qualità sta crescendo. Sul fronte industriale, l'Italia resta un polo di primo piano. Il lavoro delle aziende del comparto e delle reti che riuniscono i fornitori delle squadre nazionali continua a fare da riferimento internazionale sul prodotto tecnico, con una nuova stagione di test materiali già presentata agli operatori e un ricambio ai vertici di alcune delle reti di settore.

Che cosa aspettarsi in negozio

Se si dovesse tradurre tutto questo in indicazioni concrete per chi si prepara all'inverno, la direzione sarebbe questa: un guscio affidabile, uno strato intermedio versatile, un capo di base che gestisca bene l'umidità. Poi un dettaglio identitario, che sia il colore, la stampa o la forma. Il resto è contorno. Le tendenze più forti della stagione non sono infatti estetiche, ma organizzative: comprare meno, scegliere meglio, stratificare in modo consapevole, preferire il capo riparabile a quello sostituibile. La moda della neve sta imparando una lezione che l'outdoor insegna da decenni, e cioè che il capo più bello è quello che si porta ancora l'inverno successivo.

 

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